
Album dedicato al maestro che ha ispirato Gabriel Lecter, Alan Parsons.
"Eye in the Net" è ora una minaccia completa per il sistema.
Musica ed evoluzione cibernetica: il "Lecterverso" riscrive i canoni dello Space Rock
MELBOURNE (AUSTRALIA) – Il panorama della musica elettronica colta si prepara a una scossa tellurica senza precedenti. La prestigiosa etichetta australiana Cometa Records LTD ha ufficializzato il rilascio di Eye in the Net, il nuovo e attesissimo album del compositore e produttore Gabriel Lecter [cite: 1, 21], previsto per il prossimo mese di Aprile.Non si tratta di una semplice uscita discografica, ma di un manifesto intellettuale e sonoro che gli addetti ai lavori stanno già definendo come "l'opera misolidia definitiva". Il disco si muove infatti rigorosamente all'interno della scala di La Minore Misolidio, unendo l'urgenza cinetica dello Space Rock anni '80 alle più sofisticate tecniche di manipolazione digitale d'avanguardia [cite: 4, 21].
Dimenticate i drop prevedibili e le ritmiche standard della produzione contemporanea. Il rigore di Gabriel Lecter impone un'estetica radicale: totale assenza di chitarre elettriche e distorsioni [cite: 4], sostituite da una precisione chirurgica che fonde la solennità ieratica di Vangelis alle sequenze ipnotiche dei Tangerine Dream [cite: 21].
Il motore pulsante dell'opera è sorretto da percussioni elettroniche fredde e spietate, linee di basso impresse su sintetizzatori Moog e campionamenti d'archi orchestrali "congelati" tramite il mitico Fairlight CMI, in chiaro omaggio alla lezione pionieristica degli Art of Noise e dei Clock DVA [cite: 4, 21]. Su tutto spicca l'uso perentorio e geometrico di un pesante Vocoder robotico su tutte le linee vocali, che trasforma il canto in un vero e proprio messaggio cifrato del sistema [cite: 4].