IL PRINCIPE DIMENTICATO - THE FORGOTTEN PRINCE

Fragmenta Cronicarum Valli Scoriae 
(Dall'Anno del Signore MCCCXLVII, il settimo di carestia) 

"Il Vallo di Scorie era, per i pochi che ancora lo ricordavano, l'estremo confine del Ducato di Ælthus. 
Era terra di colline tetre e venti che ululavano attraverso le finestre cieche della Cattedrale di Nostra Signora della Disfatta, diroccata da tre secoli e mai più ricostruita, come monito di una colpa ancestrale. In quell'anno di tenebra e flagello, i mormorii divennero profezie. Si parlava della "Venuta", non di un Salvatore, ma dell'Erede Sconosciuto, ultimo rampollo di una stirpe maledetta, destinato a sedere sul Trono spezzato (il Solium Fractum) al culmine del Vallo. 
Gli Eremiti del Vallo, noti spregiativamente come la "Setta dei Piedi Sinceri" (perché camminavano sempre a piedi scalzi, anche sulla pietra gelata, in segno di purezza o follia), iniziarono l'adunanza. Erano circa una dozzina, figure scheletriche avvolte in tonache color ruggine e terra. 
La loro marcia non era di giubilo, ma un Pale March rituale verso l'altare vuoto. Il loro fardello era il Principe. 
Egli giaceva su un baldacchino portatile, drappeggiato in broccati di un blu e un oro troppo ricchi per quella terra desolata. Non portava scarpe saracene né sandali regali, ma i suoi piedi erano nudi e lunghi come quelli di un idolo. 
Il suo viso era di una bellezza glaciale, incorniciato da Capelli Neri Lunghissimi che gli ricadevano fino ai piedi. 
Ma era il suo copricapo a terrorizzare: una Mitra Dorata, alta e gotica, che non sembrava forgiata da mani umane, ma fusa con la stessa geometria arcana che fa cadere i demoni. 
Quando la processione raggiunse il Tempio di Pietra, dove il trono vuoto attendeva, l'aria stessa si squarciò. 
Non furono i demoni, che pure precipitavano come schegge infuocate dal cielo (gli Dei Caduti), a seminare il terrore. 
Fu Lui. 
L'Erede, muovendosi per la prima volta, sollevò una mano lenta e coperta di anelli verso la Cattedrale in rovina. 
Non un comando, ma un gesto di accettazione del Fato. A quella vista, le poche anime che si erano radunate in lontananza, sul crinale, cedettero alla puro Terrore. 
Non fuggivano più i castighi celesti; fuggivano la Verità incarnata nell'uomo intronizzato. Vidi alcuni correre con le braccia disperatamente alzate (The Flight), altri con le mani strette tra i capelli in un gesto di panico muto, mentre si disperdevano verso il Giardino delle Rovine (Ruin Garden), lasciando il vuoto a dominare il primo piano. 
Capimmo allora la profezia della Sibilla: non è l'inferno a distruggerci, ma il Paradiso quando finalmente discende in terra, nel suo abito più arcano e incomprensibile. 
Il Principe dimenticato era il nostro destino, e fuggire era la sola, disperata, preghiera."

Fig.1 - Due tavole originali rinvenute e discordanti


Fig.2 - Il Dossier Arcanum rinvenuto del XVIII secolo


Fig. 3 - Pergamena ritrovata del XIV secolo


Fig. 4 - Statua ritrovata nel materiale del XIV secolo


Fig.5 - Maschera funeraria ritrovata nella tomba, XIV secolo